Bella garbata
Fin da bambino ho pensato che Francavilla avesse un altro capodanno, oltre al solito di gennaio, e che fosse la festa patronale della Madonna della Fontana. Quando l’estate muore, la sera ci si inizia a coprire con i maglioncini sulle spalle, e si torna alla propria quotidianità - chi a lavoro, chi a scuola, all'improvviso si sente aria di festa, piombata a metà settembre. E così la Madonna, le luminarie e i fuochi sembrano inaugurare un nuovo ciclo. E allora si migra: fuori dalle case, fuori dall'ordinarietà. Si inondano le strade, la piazza, le strettole. Mai come in questi giorni Francavilla sembra abitata. Ci si ritrova proprio tutti, è un pretesto per farsi una passeggiata, per guardare e comprare alle bancarelle, per incontrare gli altri compaesani. Sembra che alcuni non si vedano mai, se non della festa. Così per le strade di Francavilla passeggiano, tutte imbellettate, le vere protagoniste della festa: le signore del paese, incorniciate dalle luminarie, come madonne nelle nicchie o in processione. Hanno abbandonato gli abiti di tutti i giorni e si preparano al capodanno del paese. E non si fatica a immaginarle nelle camere da letto, a scegliere dai portagioie il più bello e sfarzoso tra i gioielli. Un giro di perle con gli orecchini, il crocifisso di brillantini. L’abbineranno forse con un foulard di seta. Dall'armadio prenderanno il vestito migliore, le signore del paese, quello buono, che non usano mai. Magari una volta sola, a qualche matrimonio di una nipote. Eccolo per le strade il tripudio di fiori e di pois, di pizzi e di merletti. Si fa la gara a chi è la più bella, non la più elegante. Perché ognuna ha un’idea tutta sua di cos'è più appropriato e chic. Ma sicuramente tutte vogliono essere belle e sistemate. Con i capelli fatti dal parrucchiere, le unghie smaltate, il rossetto e la borsa dedicata alle occasioni importanti. Sono le mamme, le nonne, le zie del paese, che sfilano circondate da figli e nipoti. Si sono fatte belle per buona creanza, giusta attenzione all'apparenza, e persino per devozione e rispetto alla Santa Patrona. Per strada chiacchierano, vanno avanti e indietro, ogni tanto si fermano e si riuniscono: c’è tempo anche per qualche pettegolezzo. Sui loro volti c’è sempre un luccichio, tutto femminile e festoso. Nel giorno in cui tutto il paese esce, si incontra e festeggia la Madonna, bisogna essere presentabili nel teatro della piazza. Al corteo delle signore del paese non può resistere nessuno e le guardiamo tutti affascinati. Così loro sorridono, soddisfatte, e tutte sembrano domandare ai passanti: come sto? E l’unica risposta possibile è: bella garbata.
Testo di Pierpaolo Lippolis