Out of the blue
Mio padre è un agente di commercio, di solito è sempre in giro, tanti chilometri ogni giorno, l’auto è la sua seconda casa: non sono abituato a vederlo sempre qui tra quattro mura, ma è una condizione necessaria in questa eterna domenica imposta dalla quarantena. Mia madre è un’insegnante, la didattica a distanza è il nuovo modo di fare scuola e il cellulare è uno dei nuovi strumenti di lavoro da casa. Out of the blue, di punto in bianco, ci siamo ritrovati in una situazione che non avremmo mai immaginato.
Il blu, quel blu così intenso nel cielo, in questo periodo dell’anno inizia a vedersi intorno alle 18, quando la protezione civile dirama il suo bollettino giornaliero. C’è un orizzonte esterno di cui possiamo godere dai terrazzi, scavalcando con lo sguardo i tetti delle case intorno, che nel blu della sera non respingono più i raggi del sole, mentre emanano luce dalle stanze. C’è anche un orizzonte interno, che è quello degli affetti, una possibilità di relazione è quella di fotografarli. Tutte le foto che seguono sono state scattate a Francavilla Fontana (Br) tra marzo e aprile 2020.